Utente: lavoltabuona
... introversa, esigente. Integralista negli affetti. Diversa. Permalosa. Detesto le convenzioni, i luoghi comuni, le etichette, il buonismo, la supponenza, l'arroganza. Amo la sincerità, la lealtà, la fedeltà, l'intelligenza, l'umiltà e la semplicità.

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mercoledì, 18 novembre 2009


Non amo uscire a pranzo o a cena perchè sono insofferente ai ritmi da ristorante (stare seduti, mangiare, aspettare...). Detesto i locali affollati.

Però mi piacciono questi:
(trovati nel corso di un mio peregrinaggio internettiano alla ricerca di non mi ricordo più cosa) Va bè, vado a passare la verdura per la minestra, che è meglio!


martedì, 17 novembre 2009


Venerdì scorso è venuta a casa Facciacarina a trovare N1 convalescente. In questi quasi 2 anni non ci siamo viste spesso, tuttaltro, però la mia conoscenza di lei è cresciuta comunque attraverso quello che  mi diceva N1, e anche osservando un po' il loro menage. Immagino che in misura minore sia stato così anche per lei.
Quando qualche domenica fa sono stati a fare una gita, io avevo fatto uno slideshow con le foto, con musichetta e cuoricini (ma non troppi eh...) e N1 gliel'aveva mostrato. Penso le abbia fatto piacere.

Come al solito, quando N1 mi ha detto" Oggi pomeriggio verrebbe Facciacarina.."., mi sono impanicata, anche perchè ero stata poco bene anch'io e quello doveva essere il mio ultimo pomeriggio di svacco, ossia vestita da stracciona struccata con le calzine alla caviglia, i capelli non lavati, abbarbiccata al divano. Ovviamente non potevo ricevere nessuno in quelle condizioni, così mi è toccato darmi una sistemata.

Come al solito ci siamo scambiate solo poche parole, quando è arrivata e quando se ne è andata. Però ho notato che c'era meno imbarazzo e disagio da parte di entrambe probabilmente, anzi ha avuto anche delle uscite gentili che di solito non ha. Quindi quando è uscita ero particolarmente contenta e gongolavo tra me e me "Oh finalmente abbiamo comunicato!" e pensavo che era stata carina e che avrei anche potuto affezzionarmici.

Mentre cucinavo e pensavo queste cose N1 irrompe in cucina dichiarando "E' che non ci sto bene come ci stavo prima..."

...'AZZ...


Pare ci sia aria di crisi, da parte di N1 almeno. Dice che quando sta con lei non sta più bene come prima, è come se avessero poco in comune ormai. Quando hanno iniziato a stare insieme frequentavano la stessa scuola e inevitabilmente condividevano molte più cose nella quotidianità. Adesso N1 si trova in una realtà completamente diversa e anche la sua mentalità è cambiata e prova un certo disagio. Al tempo stesso non è sicuro, perchè potrebbe essere solo una fase di assestamento...insomma non sa cosa fare.

In effetti, pensadoci a posteriori, avevo notato che ultimamente aveva meno smania di vederla, e anche telefonicamente non c'erano le telefonate fiume di prima...
E' che io mi sento male per lei. Mi sembra molto innamorata e mi metto nei suoi panni se N1 dovesse dirle che non si sente più di stare con lei: è una ragazzina di 17 anni, fa ancora più male a quell'età...

Da parte mia mi sono sentita solo di dire a N1 di essere onesto con lei. Però è un bel casino.

(in tutto ciò, l'unica cosa positiva è il fatto che N1, così riservato nei suoi love affair, abbia avuto questa nuova apertura con me (la prima era statai permettermi finalmente di vedere le loro foto!) e di sua spontanea volontà abbia affrontato con me un discorso così intimo. Questo per me è una grande soddisfazione e mi conferma che, checchè ne dica lo Scontento, i risultati ci sono e la strada è quella giusta)

lunedì, 16 novembre 2009


E’ stato un fine settimana schizofrenico, con coinvolgimento di tutta la famiglia: abbiamo litigato (tutti), fatto pace, litigato di nuovo, rifatto pace, ci siamo incazzati a turno, a turno abbiamo fatto i cattivi, a turno abbiamo sclerato…ma la palma d’oro spetta sempre a lui, all’inossidabile Scontento.

Che poi ci pensavo ieri, ormai Scontento è un termine riduttivo, quasi un eufemismo direi…per cogliere tutte le cupe sfumature della sua personalità, dovrei chiamarlo in tanti modi, il Trsite, l’Incazzato, il Depresso, l’Antipatico, lo Sclerato…

E’ stato tutto sabato con la faccia da Mi è morto il gatto . Non che io faccia chissà che cosa, ma se fosse per lui avremmo due figli depressi perché lui comunica solo quello, tristezza, difficoltà, negatività…sempre lì, a pensarsi addosso, a vedere nemici e difficoltà ovunque.

E’ uscito sabato pomeriggio per andare a vedere la solita partita con i suoi amici, ma non gli è giovato molto. E c@zzo, io sono stufa di pensare sempre che sia colpa mia…alla fine quello che è uscito a svagarsi è lui, quella che è stata a casa a far da animatrice e istitutrice ai figli sono stata io…che mi sono anche presa i miei spazi per cazzeggiare ok, però mi sentivo anche in dovere di far compagnia a N1 che non stava ancora del tutto bene e a N2 che è uscito un paio d’ore ma poi aveva i compiti e voleva giocare a carte e giochi vari di società (non giocate mai a Cappellini Pachisi, è un consiglio da amica: dupalle!).

Domenica a mezzogiorno su richiesta di N2 decidono di andare a mangiare al Road House.  Deo Gratias! Almeno finalmente staranno  un po’ insieme (io me ne guardavo bene dall’andarci, anche perché non mangio carne rossa). Prima di uscire ho fatto le raccomandazioni a entrambi, N1 e N2: non fate i cretini e non fate arrabbiare il papà.

Detto fatto. Tornano tutti incazzati. N2 a quanto pare ha fatto una specie di capriccio perché voleva stare davanti in macchina (vi ricordo che abbiamo la macchina nuova, quindi è un po’ la novità),  lo Scontento voleva che N1 provasse a guidarla, N1 non voleva guidare con N2 davanti…insomma cazzatine di questo tipo.

Entra N2 agitatissimo e arrabbiato perché lo Scontento l’ha obbligato a stare dietro. Entra N1 un po’ scazzato perché N2 aveva fatto casino. Entra lo Scontento con l’aria sconvolta e affranta , ripetendo frasi apocalittiche del tipo “Ah non è così che si fa, io faccio di tutto per loro e loro guarda cosa fanno, e N2  è un arrogante, e io non ho mai visto bla bla bla…”. Il tutto condito da espressioni di profondo disgusto verso quell’essere indegno di suo figlio (che comunque è vero che aveva esagerato ed è stato poi da me sgridato in modo commisurato all’accadimento. Non avrebbe dovuto fare capricci, però alla fine ha 11 anni, gli piacciono le macchine e voleva stare davanti sulla macchina nuova, non è che andava in giro a spacciare coca…)

A quel punto non ho retto e incurante del fatto che ci fossero anche N1 e N2 gli ho detto chiaro e tondo che stava veramente esagerando, che alla fine quello che era successo è che due fratelli avevano  litigato per gelosia, che non è poi una cosa così strana, e che doveva essere lui in quanto padre e adulto a gestire la situazione.

Apriti cielo.

Sconty: Come ti permetti di qua, come ti permetti di là…

LVB: Io mi permetto perché è molto facile e comodo fare come fai tu. Alla minima contrarietà ti incazzi e ti offendi,  ti rintani nel tuo cantuccio oppure prendi ed esci. E a smazzare compiti, carte,  shangai e menate varie ci sto qua io.

A questo punto la discussione è proseguita, tirando in ballo per la miliardesima volta i nostri diversi  approcci  educativi  etc. etc. mentre lui si strappava le vesti perché io mi permettevo di fargli notare che non aveva saputo gestire la situazione ed era solo capace di incazzarsi.

A questo punto N1 mi ha piacevolmente sorpreso perché è intervenuto con grande tatto e con tono gentile si è rivolto a suo papà dicendo "Papi forse la mamma vuole farti capire che etc etc etc…". Non so bene cosa gli abbia detto perché io mi sono dileguata, e quando sono tornata Sconty aveva una faccia un po’ basita mentre N1 gli diceva "Ma almeno mettiti un po’ in discussione"

Poi c’è stato un breve strascico dopodiché ci siamo quietati tutti.

Dopo un’ora l’assetto era il solito: io a casa con N1 e N2 e lui fuori.

…se voleva qualcuno che gli facesse sempre festa doveva prendersi un cane.

(ovviamente poi ieri sera si rideva e si scherzava, altrimenti dove stava la schizofrenia?)


domenica, 15 novembre 2009


Visto che la cosa dà adito a fraintendimenti: quando nel post precedente parlo di Troppo Amore (e notate che anche nel postl'ho scritto con le maiuscole), non intendo il troppo amore generico, comunemente inteso, ma faccio un preciso riferimento al Troppo Amore così come è inteso nel libro" Liberarsi dal troppo amore", laddove il troppo amore ha un'accezione decisamente negativa, intesa come dipendenza affettiva che ti fa ignorare i tuoi bisogni per assecondare quelli altrui, anche quando ti fanno male. E quindi è sicuramente qualcosa che non va bene, come dicevo nel post è una trappola, ma in certi momenti si è disposte anche ad accettare questo...

Ieri sera l'ho finito (il libro intendo!).

"Quando soffriamo troppo, quando siamo spente per il nostro eccessivo dare è il momento di accogliere. Di trovare dei momenti di silenzio dove lasciar parlare quanto abbiamo dentro. Di cercare l'intimità con noi stesse, chiudendo la porta che ci lega agli altri di cui ci occupiamo sempre oltre misura. Lasciamo fuori ruoli e obblighi, condizionamenti e vincoli. prendiamoci del tempo per aprire la cassaforte della nostra interiorità di cui nemmeno noi conosciamo il contenuto. troveremo cose preziose, mai viste o dimenticate, accanto a sentimenti e convinzioni di minor peso e valore. Non giudichiamo, osserviamo, ascoltiamo. Questo fa sì che nel silenzio possano parlare i nostri pensieri"

Bello.
sabato, 14 novembre 2009


Ultimamente mi interrogo spesso sul senso del mio blog oggi, a tre anni dalla sua apertura. Più volte sono stata tentata di chiuderlo, soprattutto ultimamente (del resto quale possessore di blog non ha mai avuto questa tentazione almeno una volta al giorno? ).

I motivi sono vari: un po’ il fatto di aver approfondito la conoscenza con alcune bloggers in parte mi condiziona, soprattutto quando devo esprimere il peggio di me. Quasi un timore di deludere o di venir meno alle aspettative.  E a volte mi rendo conto che ci sono delle cose che sono troppo intime per poter essere spiattellate in un blog pubblico e quindi mi autocensuro, non senza frustrazione.

E allora, a che pro?

Riflettendo sono giunta alla conclusione che il blog per me è un’insostituibile canale di comunicazione, inteso come mezzo per farmi conoscere, sia in generale, quindi da chiunque si affacci su questa mia piccolo spazio, sia da coloro con cui un rapporto personale ce l’ho già.

Sembra un controsenso questa cosa; viene da chiedersi  Ma se hai già un rapporto con una certa persona a cosa ti serve il blog?

Il fatto è che comunque con le bloggers  con cui ho un rapporto più personale  non ho comunque una frequentazione quotidiana con la quale ci si possa aggiornare vicendevolmente sugli ultimi accadimenti. E anche gli occasionali contatti telefonici (ora molto graditi dopo una mia resistenza iniziale ),  non sono sufficienti, almeno a me, per esprimermi, per dire tutto.

E’ per questo che il  blog mi serve per continuare a far sì che le persone con le quali ho iniziato un rapporto di amicizia possano continuare a conoscermi, vista l’impossibilità di frequentarsi dal vivo con regolarità.

Chiudere il blog vorrebbe dire isolarmi, chiudermi in me stessa. E non me lo posso permettere, perché rischierei di iniziare la discesa per una china dalla quale sarebbe molto difficile risalire.

Per questo scrivo, anche quando la vocetta dentro me mi sussurra perfida Ma cosa scrivi a fare, a chi vuoi che importi ? oppure Ma ti sembra il caso di condividere questa cosa, chi vuoi che capisca? o ancora Scrivi sempre le stesse cose sullo  Scontento!

Ignorerò la vocetta , vincerò la pigrizia e continuerò a scrivere i miei post: è un modo per coltivare delle amicizie già in atto, permettendo alla controparte di conoscermi, di sapere cosa penso e cosa mi succede, e un mezzo per far nascere eventualmente altre amicizie.

Quindi non vi libererete di me.  Zapperò il suolo del mio blog fino a quando riterrò che ci sia qualcosa da coltivare…


venerdì, 13 novembre 2009


Prendere le distanze dallo Scontento (o Liberarsi dal troppo amore come recita il mio libro guru del momento), non è un fatto di egoismo o di indifferenza, ma è un istinto di autoconservazione, un’escamotage di sopravvivenza, un preservarsi da  uno star male senza senso e senza fine.

Però poi a volte succede qualcosa che mi fa vedere le cose in un modo diverso, mi fa capire che anche lui soffre e sta male, anche se magari per motivi diversi dai miei, anche se magari è lui che si prepara il baratro in cui sprofondare ed è lui che innalza i muri della sua prigione…ciononostante vederlo star male mi fa soffrire e allora allento la guardia, mi sciolgo un po’, mi avvicino e penso che sì, forse capirà che gli voglio bene e questa volta si sforzerà di essere un po’ diverso, di non farmi del male…e per qualche giorno ci credo in questa rinascita, mi sembra di cogliere in lui segnali positivi di volontà di cambiamento e mi avvicino ancora un po’, cado consapevolmente nella trappola del Troppo Amore, ma non importa se questo serve alla nostra coppia.

E lo voglio, voglio con tutta me stessa stare bene con lui, non mi interessa altro né altri…

E ogni volta, anche questa volta, puntuale arriva la smentita. Non a parole certo, ma con i fatti.  A tradimento direi, a tradimento della fiducia che per l’ennesima volta ho riposto in lui abbassando le mie difese, con il solo risultato che gli ho permesso di colpirmi ancora, là dove sono più fragile e più vulnerabile.

Rabbia e frustrazione. E delusione. Il volersi rassegnare e il non riuscire a rassegnarsi.

Sapere che sì, è vero, ognuno ha la propria croce…ma io questa croce non ce la faccio più a portarla da sola.


mercoledì, 11 novembre 2009


Non voglio dare il via a nessuna discussione o polemica, non ne ho nè il tempo nè la forza oggi.
Desidero solo segnalare questo articolo di Marco Travaglio (per cui NON stravedo, ma questa volta mi è piaciuto) che secondo me vale la pena di leggere, tutti, atei e cattolici.

L'articolo è questo, leggetelo senza pregiudizi o preconcetti.


Non ci posso credere. Ieri N1 ha iniziato la sessione di esami che durerà 2 settimane (quindi con lezioni sospese). Non sono esami completi, si chiamano prove in itinere e sono esami parziali relativi al programma svolto finora. Se si passano tutte, alla fine del corso si sosterrà solo l'esame orale e non lo scritto.

Ieri ha fatto l'esame di Informatica. Premetto che è da settembre che frequenta i corsi con orari decisamente  massacranti e sta studiando veramente seriamente, con dedizione e spirito di sacrificio.

Ebbene questa notte mi chiama perchè stava male. HA LA FEBBRE!! Una stupida idiota febbre senza altri sintomi se non un potente mal di testa. E domani avtrebbe l'esame di chimica...

Siamo molto molto avviliti, non so che altro dire.

Io pure da domenica sono raffreddatissima, senza febbre però. Ma lui non ci voleva, non adesso, non in questa due settimane...! Questa è sfiga allo stato puro.