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...) e N1 gliel'aveva mostrato. Penso le abbia fatto piacere.



...'AZZ...


E’ stato un fine settimana schizofrenico, con coinvolgimento di tutta la famiglia: abbiamo litigato (tutti), fatto pace, litigato di nuovo, rifatto pace, ci siamo incazzati a turno, a turno abbiamo fatto i cattivi, a turno abbiamo sclerato…ma la palma d’oro spetta sempre a lui, all’inossidabile Scontento.
Che poi ci pensavo ieri, ormai Scontento è un termine riduttivo, quasi un eufemismo direi…per cogliere tutte le cupe sfumature della sua personalità, dovrei chiamarlo in tanti modi, il Trsite, l’Incazzato, il Depresso, l’Antipatico, lo Sclerato…
E’ stato tutto sabato con la faccia da Mi è morto il gatto
. Non che io faccia chissà che cosa, ma se fosse per lui avremmo due figli depressi perché lui comunica solo quello, tristezza, difficoltà, negatività…sempre lì, a pensarsi addosso, a vedere nemici e difficoltà ovunque.
E’ uscito sabato pomeriggio per andare a vedere la solita partita con i suoi amici, ma non gli è giovato molto. E c@zzo, io sono stufa di pensare sempre che sia colpa mia
…alla fine quello che è uscito a svagarsi è lui, quella che è stata a casa a far da animatrice e istitutrice ai figli sono stata io…che mi sono anche presa i miei spazi per cazzeggiare ok, però mi sentivo anche in dovere di far compagnia a N1 che non stava ancora del tutto bene e a N2 che è uscito un paio d’ore ma poi aveva i compiti e voleva giocare a carte e giochi vari di società (non giocate mai a Cappellini Pachisi, è un consiglio da amica: dupalle
!).
Domenica a mezzogiorno su richiesta di N2 decidono di andare a mangiare al Road House. Deo Gratias! Almeno finalmente staranno un po’ insieme (io me ne guardavo bene dall’andarci, anche perché non mangio carne rossa). Prima di uscire ho fatto le raccomandazioni a entrambi, N1 e N2: non fate i cretini e non fate arrabbiare il papà.
Detto fatto. Tornano tutti incazzati. N2 a quanto pare ha fatto una specie di capriccio perché voleva stare davanti in macchina (vi ricordo che abbiamo la macchina nuova, quindi è un po’ la novità), lo Scontento voleva che N1 provasse a guidarla, N1 non voleva guidare con N2 davanti…insomma cazzatine di questo tipo.
Entra N2 agitatissimo e arrabbiato perché lo Scontento l’ha obbligato a stare dietro. Entra N1 un po’ scazzato perché N2 aveva fatto casino. Entra lo Scontento con l’aria sconvolta e affranta , ripetendo frasi apocalittiche del tipo “Ah non è così che si fa, io faccio di tutto per loro e loro guarda cosa fanno, e N2 è un arrogante, e io non ho mai visto bla bla bla…”. Il tutto condito da espressioni di profondo disgusto verso quell’essere indegno di suo figlio (che comunque è vero che aveva esagerato ed è stato poi da me sgridato in modo commisurato all’accadimento. Non avrebbe dovuto fare capricci, però alla fine ha 11 anni, gli piacciono le macchine e voleva stare davanti sulla macchina nuova, non è che andava in giro a spacciare coca…)
A quel punto non ho retto e incurante del fatto che ci fossero anche N1 e N2 gli ho detto chiaro e tondo che stava veramente esagerando, che alla fine quello che era successo è che due fratelli avevano litigato per gelosia, che non è poi una cosa così strana, e che doveva essere lui in quanto padre e adulto a gestire la situazione.
Apriti cielo. 
Sconty: Come ti permetti di qua, come ti permetti di là…
LVB: Io mi permetto perché è molto facile e comodo fare come fai tu. Alla minima contrarietà ti incazzi e ti offendi, ti rintani nel tuo cantuccio oppure prendi ed esci. E a smazzare compiti, carte, shangai e menate varie ci sto qua io.
A questo punto la discussione è proseguita, tirando in ballo per la miliardesima volta i nostri diversi approcci educativi etc. etc. mentre lui si strappava le vesti perché io mi permettevo di fargli notare che non aveva saputo gestire la situazione ed era solo capace di incazzarsi.
A questo punto N1 mi ha piacevolmente sorpreso
perché è intervenuto con grande tatto e con tono gentile si è rivolto a suo papà dicendo "Papi forse la mamma vuole farti capire che etc etc etc…". Non so bene cosa gli abbia detto perché io mi sono dileguata, e quando sono tornata Sconty aveva una faccia un po’ basita mentre N1 gli diceva "Ma almeno mettiti un po’ in discussione"
Poi c’è stato un breve strascico dopodiché ci siamo quietati tutti.
Dopo un’ora l’assetto era il solito: io a casa con N1 e N2 e lui fuori.
…se voleva qualcuno che gli facesse sempre festa doveva prendersi un cane.
(ovviamente poi ieri sera si rideva e si scherzava, altrimenti dove stava la schizofrenia?)
Ultimamente mi interrogo spesso sul senso del mio blog oggi, a tre anni dalla sua apertura. Più volte sono stata tentata di chiuderlo, soprattutto ultimamente (del resto quale possessore di blog non ha mai avuto questa tentazione almeno una volta al giorno?
).
I motivi sono vari: un po’ il fatto di aver approfondito la conoscenza con alcune bloggers in parte mi condiziona, soprattutto quando devo esprimere il peggio di me. Quasi un timore di deludere o di venir meno alle aspettative. E a volte mi rendo conto che ci sono delle cose che sono troppo intime per poter essere spiattellate in un blog pubblico e quindi mi autocensuro, non senza frustrazione.
E allora, a che pro?
Riflettendo sono giunta alla conclusione che il blog per me è un’insostituibile canale di comunicazione, inteso come mezzo per farmi conoscere, sia in generale, quindi da chiunque si affacci su questa mia piccolo spazio, sia da coloro con cui un rapporto personale ce l’ho già.
Sembra un controsenso questa cosa; viene da chiedersi Ma se hai già un rapporto con una certa persona a cosa ti serve il blog? 
Il fatto è che comunque con le bloggers con cui ho un rapporto più personale non ho comunque una frequentazione quotidiana con la quale ci si possa aggiornare vicendevolmente sugli ultimi accadimenti. E anche gli occasionali contatti telefonici (ora molto graditi dopo una mia resistenza iniziale
), non sono sufficienti, almeno a me, per esprimermi, per dire tutto.
E’ per questo che il blog mi serve per continuare a far sì che le persone con le quali ho iniziato un rapporto di amicizia possano continuare a conoscermi, vista l’impossibilità di frequentarsi dal vivo con regolarità.
Chiudere il blog vorrebbe dire isolarmi, chiudermi in me stessa. E non me lo posso permettere, perché rischierei di iniziare la discesa per una china dalla quale sarebbe molto difficile risalire.
Per questo scrivo, anche quando la vocetta dentro me mi sussurra perfida
Ma cosa scrivi a fare, a chi vuoi che importi ? oppure
Ma ti sembra il caso di condividere questa cosa, chi vuoi che capisca? o ancora
Scrivi sempre le stesse cose sullo Scontento!
Ignorerò la vocetta , vincerò la pigrizia e continuerò a scrivere i miei post: è un modo per coltivare delle amicizie già in atto, permettendo alla controparte di conoscermi, di sapere cosa penso e cosa mi succede, e un mezzo per far nascere eventualmente altre amicizie
.
Quindi non vi libererete di me. Zapperò il suolo del mio blog fino a quando riterrò che ci sia qualcosa da coltivare…
Prendere le distanze dallo Scontento (o Liberarsi dal troppo amore come recita il mio libro guru del momento), non è un fatto di egoismo o di indifferenza, ma è un istinto di autoconservazione, un’escamotage di sopravvivenza, un preservarsi da uno star male senza senso e senza fine.
Però poi a volte succede qualcosa che mi fa vedere le cose in un modo diverso, mi fa capire che anche lui soffre e sta male, anche se magari per motivi diversi dai miei, anche se magari è lui che si prepara il baratro in cui sprofondare ed è lui che innalza i muri della sua prigione…ciononostante vederlo star male mi fa soffrire e allora allento la guardia, mi sciolgo un po’, mi avvicino e penso che sì, forse capirà che gli voglio bene e questa volta si sforzerà di essere un po’ diverso, di non farmi del male…e per qualche giorno ci credo in questa rinascita, mi sembra di cogliere in lui segnali positivi di volontà di cambiamento e mi avvicino ancora un po’, cado consapevolmente nella trappola del Troppo Amore, ma non importa se questo serve alla nostra coppia.
E lo voglio, voglio con tutta me stessa stare bene con lui, non mi interessa altro né altri…
E ogni volta, anche questa volta, puntuale arriva la smentita. Non a parole certo, ma con i fatti. A tradimento direi, a tradimento della fiducia che per l’ennesima volta ho riposto in lui abbassando le mie difese, con il solo risultato che gli ho permesso di colpirmi ancora, là dove sono più fragile e più vulnerabile.
Rabbia e frustrazione. E delusione. Il volersi rassegnare e il non riuscire a rassegnarsi.
Sapere che sì, è vero, ognuno ha la propria croce…ma io questa croce non ce la faccio più a portarla da sola.
Una stupida idiota febbre senza altri sintomi se non un potente mal di testa. E domani avtrebbe l'esame di chimica...